Per quanto si abbia dei genitori permissivi, quanti darebbero il consenso al figlio di finirsi una bottiglia di rum con due amici la sera in cucina fumando il narghilè, farlo uscire di casa mezzo sbronzo per Milano e vederlo tornare solo in piena notte?
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Come potete ben vedere sono tornato a casa a Salerno per le feste. Meglio di così non potevano iniziare con due giorni di grandi abbuffate di amici (e di birra). Domani gran pranzo di gruppo prima del cenone della vigilia per gli auguri dove ci saranno proprio tutti. Sì, quella è una cravatta, regalo di Melissa ( :* ), la prima che è riuscita nell'intento di farmene mettere una per sembrare un uomo quasi serio.
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Stamattina è morto Piergiorgio Welby. La notizia è stata data da Marco Pannella a Radio Radicale e purtroppo non si conoscono molti dettaglio anche a causa del solito sciopero dei giornalisti. Il sito della radio dice che è morto per arresto cardiaco dopo che il medico ha iniettato del sedativo contestualmente allo spegnimento dell'apparecchiatura per la respirazione. Speriamo solo che questo piccolo passo verso la civiltà non sia solo un gesto isolato ma la direzione da prendere.
Gioia o tristezza? Da una parte Welby ha smesso di soffrire, ha avuto quello che giustamente chiedeva. Dall'altra è morto ora che il dibattito si stava cominciando ad accendere, ora che si era finalmente capito del vuoto legislativo che c'è in Italia e della necessità di legiferare su questa materia, per quanto difficile sia. E' successo quello che legislatori e medici speravano, quel medico che ha staccato la spina gli ha tolto un bel problema da torno. Ora che il simbolo della lotta, colui senza il quale non sarebbe saltata agli onori della cronaca è morto arriva la parte più difficile, ossia mantenere acceso il dibattito e arrivare a una soluzione, come succede in tanti paesi nel mondo. C'è sempre il rischio che senza un simbolo gente e media ignorino un problema. Speriamo che si faccia chiarezza prima di qualche secolo.
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Luca Volontè, capogruppo dell'UDC alla Camera, invita al boicottaggio di (prendete appunti): IKEA, Standa, Rinascente, Oviesse e altre grandi catene. E' diventato no-global? Per niente, questi mega-store del diavolo si sono macchiati dell'imperdonabile colpa di non vendere i pastori durante il periodo natalizio. "L'esclusione della vendita del presepe in Italia, da parte di Ikea, Rinascente, Standa, Oviesse e di altri gruppi multinazionali, è il risultato di una vergognosa colonizzazione messa in atto per sradicare l'identità cristiana e per togliere a un paese cattolico come il nostro un simbolo secolare che rappresenta il natale" e per sottolineare il concetto "siamo di fronte all'ennesima prova di un relativismo laicista che finisce per spianare la strada all'estremismo islamico" (massì, continuiamo a buttare merda sui laicisti, atei e agnostici, ora anche complici del terrorismo) e se ancora non si era capito "I consumatori sappiano che, insieme ai prodotti a basso costo, da queste aziende si acquista anche l'eutanasia culturale del paese". Eutanasia culturale? L'unica eutanasia culturale di questo paese la fanno gente come Luca Volontè con iniziative come queste. Invece di occuparsi di questa pseudo eutanasia si occupasse di quella reale.
Piergiorgio Welby è un uomo che oramai non è più tale, che invece di farsi somministrare la dolce morte clandestinamente (pratica diffusa in Italia) ha deciso di far partire una battaglia perché nel mondo politico si inizi a discuterne seriamente. L'unica risposta che ha avuto da questa gente che si preoccupa più dei pastori che di un malato di distrofia muscolare è il silenzio, un pesante, indifferente e indifferenziato silenzio per non compromettersi agli occhi degli elettori, nonostante anche l'appello del Capo di Stato che ha invitato tutti al confronto.Voglio emigrare. Sul serio, io in questo paese non ci voglio vivere. Non voglio vivere in un "paese cattolico".
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Per quanto io mi sforzi di essere "uomo technologicus" ho decisamente un brutto rapporto con la parte fisica dei supporti informatici. Detto in parole povere: se qualcosa passa per le mie mani c'è una buona possibilità che si rompa. Mi viene da pensare al lettore DVD del portatile che dopo poco più di un'anno dall'acquisto, giusto il tempo di uscire dalla garanzia, mi abbandona, al mio vecchio lettore mp3 da 40gb che una sera, mentre ascoltavo "Il mondo è mio" (che animo sensibile) fa un brutto volo dal comodino o ancora al mio fidato hard disk da 120gb che un giorno decide di fare harakiri in una colonnina di fumo (insieme a 120gb di materiale pirata).
Ma la categoria più colpita dalla mia "delicatezza" nel maneggiare gli apparecchi elettronici sono sicuramente gli auricolari. Per carità, ne faccio un uso assiduo insieme al lettore mp3, ma difficilmente mi durano più di 2 o 3 mesi. Quelle uscite dal lettore stesso ebbero vita breve e ora giacciono nel mio piccolo cimitero personale insieme a quelle che comprai poco dopo, che erano anche discretamente di marca. Dopodichè comprai le Philips con il supporto che si aggancia dietro l'orecchio ma una mattina alzandomi dal letto calpestai un capo dell'auricolare e con un passo le separai come solitamente si fa con una coppia di gemelli siamesi. Tra quelle e le attuali ce ne fu almeno un'altro paio. E stamattina la storia si è ripetuta. Andando in università ho ascoltato tranquillamente il nuovo episodio di Rockast Italia, il mitico podcast del Dok, entro a lezione e lo ripongo davanti a me sul banco. Esco, riattacco il jack per ascoltare il termine dell'episodio ed ecco il problema che si è posto tutte le volte: uno dei 2 canali era partito e solo smanettando con il filo quando entra nel jack si stabilizza per un po'.
Qualche consiglio per preservare il mio portafogli e non darlo in pasto ai big dell'elettronica di consumo ogni volta?
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Lunedì mattina vado in università come tutte le mattine per il corso di e-business e gestione dell'innovazione e all'angolo della bibliobocconi mi trovo la solita gente che distribuisce flyers e quotidiani da metropolitana (una volta feci anche scorta di campioni di sughi pronti). Questo però era un po' diverso: noto che distribuisce dei librettini brossurati, delle agendine promozionali penso io. E me ne ritrovo una in mano. Giro la copertina e mi trovo scritto "Nuovo testamento e Salmi". Lo rimetto in tasca prima che la mia mano si sciogliesse a contatto con qualcosa di sacro. In aula ci do una sfogliata e leggo che il tizio che me l'ha rifilato fa parte dei Gedeoni, una setta cristiana che si pone come scopo la diffusione e la lettura dei Testamenti.E quale può essere il primo testo che vado a leggere? Ma ovviamente l'Apocalisse di Giovanni! Ho letto ieri sera i 22 capitoli che la compongono tutti d'un fiato. Degni del miglior Tolkien! Vecchi saggi, eserciti divini che scendono sula Terra per distruggere tutto, i 4 cavalieri, un libro misterioso, draghi, bestie infernali che governano sugli esseri umani e una donna che partorisce un figlio, destinato ad essere mangiato dal drago, ma che invece regnerà "con una verga di ferro". A dir poco stupendo.
Tutto comincia con l'apertura dei 7 sigilli del libro della profezia da parte dell'Agnello Cristo. Ad ogni apertura di un sigillo corrisponde un evento apocalittico. I primi 4 corrispondono alla venuta sulla Terra dei famosi Cavalieri dell'Apocalisse, fame, morte, guerra e malattia. Al quinto sigillo vengono liberate le anime di coloro che sono morti per la parola di Dio, che successivamente governeranno gli esseri umani per mille anni insieme a Cristo tra una battaglia e l'altra con Satana. Il sesto sigillo è quello che distrugge tutto, terra, cielo, mari e stelle. Gli uomini sono ancora salvi perché da questi vengono radunati 144.000 saggi che vanno al cospetto di Dio e vengono salvati (12.000 per ogni tribù d'Israele quindi per noi non c'è scampo).
Il settimo sigillo è quello che preferisco. Si fece silenzio per mezz'ora dopodichè furono dati a 7 angeli 7 trombe. Vi risparmio i particolari fino al terzo angelo:"Poi il terzo angelo sonò la tromba e dal cielo cadde una grande stella, ardente come una torcia, che piombò su un terzo dei fiumi e sulle sorgenti delle acque. Il nome della stella è Assenzio; e un terzo delle acque diventò assenzio."
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Aspettavo con una certa ansia il nuovo film di Tornatore. Vidi La Leggenda Del Pianista sull'Oceano e mi emozionò tantissimo. Quest'estate poi ho scoperto Nuovo Cinema Paradiso ed è stato altrettanto bello. Poi ovviamente ci sono Malena e il Camorrista. Non sapevo sarebbe uscito a breve un suo nuovo film, dopo aver visto il trailer mi sono più o meno detto "Ma da quando Tornatore si è messo a fare i thriller?". La storia è senza dubbio originale e di attualità: nella ricca provincia trevigiana una ragazza polacca fa di tutto per farsi prendere a lavorare presso una coppia di orafi che hanno una bambina. Cercando di svelare il meno possibile gli sviluppi, presto il passato della ragazza tornerà a bussare prepotentemente alla sua porta rendendo la vita molto difficile a lei e alla famiglia che la ospita. Grazie ai numerosi e brevi flashback lo spettatore comincia a conoscere Irene prima di diventare una diligente colf.
La trama senza dubbio è bella e commovente perché parla del disagio sociale degli immigrati che spesso vengono costretti su un marciapiede a prostituirsi. E anche quando i conti sembravano chiusi non è sempre detta l'ultima parola. La prima metà del film è un po' lenta, la protagonista scava a fondo alla ricerca di quello che le serve sapere della coppia, senza momenti di particolare tensione. Poi quando tutte le tessere del mosaico vanno al loro posto e compongono la storia nel suo insieme diventa avvincente.
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Uno dei piaceri quando torno a Salerno è la mia macchinetta su cui è installato Ubuntu Linux (del quale avevo già parlato tempo fa). Ovviamente, essendo stato aggiornato da poco Ubuntu alla 6.10 Edgy, avendo installata ancora una 6.06 Breezy non potevo che mettermi a smanettare per installare tutto. Devo dire che non è stata una cosa immediata, nonostante la procedura fosse piuttosto automatizzata, ho dovuto beccare il giusto repository e con l'xorg che non ne voleva sapere di partire avrò formattato 3 o 4 volte.
Ora per fortuna ho una splendida macchina Ubuntu, veloce, performante e sicura. Questo è uno screen di come appare il mio pc, che ne dite?
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Povero Halloween, tutti se la prendono con lui. Festa pagana, è solo una ricorrenza commerciale, peccato che tutte le feste del nostro calendario, da Natale a Ferragosto, abbiano tutte la stessa origine pagana e oggi siano diventate nel corso degli anni feste commerciali. Una in più non fa molta differenza.Oramai però è ufficiale: ha definitivamente preso piede anche in Italia. Se da qualche anno a questa parte si limitava a qualche festicciola in casa o in qualche locale ieri la cosa ha preso una brutta piega. Ordino la pizza con Andrea (un'ottima margherita con salame piccante e gorgonzola) e mentre la mangiamo in cucina si cominciano a sentire diaboliche urla di ragazzini per le scale. E infatti dopo 5 minuti ecco che suonano alla porta. Chiudiamo luci e televisione e guardiamo dallo spioncino. Un'invasione di marmoccihi. Almeno 6 o 7 di loro avevano invaso il pianerottolo.
Quante caramelle possono esserci in una casa di studenti fuori sede? Nessuna. Stavo andando a prendere la bottiglia di vino per offrirne un bicchiere ai marmocchi quando Andrea ha avuto la più saggia decisione di non aprire la porta.
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I suoni della gioia e dell'innocenza riempivano l'aria. La pioggia era dolce nettare che riempiva i cuori del desiderio di vivere
una vita nella verità e nella bellezza. Un posto spaventoso che puzzava dell'odore acido della virtù, ingozzato di preghiere
di madri in ginocchio, neonati che frignano, giovani e vecchi sfidati a fare del bene senza motivo. Ma la nostra storia non finisce
in questo posto smielato e vomitevole. C'è un altro posto, che è l'opposto di questo. Un posto di potere quasi inimmaginabile,
pieno di forze oscure e segreti maligni. Nessuna preghiera osa entrare in questo luogo spaventoso. Gli spiriti non badano alle
invocazioni religiose. Possono strapparti la carne dalle ossa o salutarti allegramente. E se vengono imbrigliati, gli spiriti di
questa terra nascosta di urla soffocate e cuori spezzati offrono un potere così vasto che chi lo detiene potrebbe riordinare
la terra a suo piacimento. Il luogo di cui parlo è conosciuto con il nome di Loggia Nera. Ed io intendo trovarlo."
Dopo un ultima puntata del genere poi...Beyond Life And Death (oltre la vita e la morte) parla dell'arrivo di Cooper nella sala d'aspetto della Loggia Bianca e della Loggia Nera ma è un vero e proprio trip onirico, un viaggio nei più reconditi angoli della mente, un sogno che presto si trasformerà un incubo per chi vi prenderà parte. Dopo essere entrato attraverso una pozza di olio bruciato, in mezzo a un cerchio di 12 alberi il giorno in cui Giove e Saturno sono in congiunzione, si ritrova in un luogo a lui familiare: quella sala circondata da tende rosse con qualche divanetto che ha visto tante volte in sogno. Quì incontra tutti i personaggi che l'hanno aiutato, come in Nano Danzante, Laura Palmer e il Gigante, oppure che ha combattuto, Windom Earl alla ricerca del potere insito nella Loggia Nera e Bob che gli farà fare una brutta fine prima di prendere il possesso dell'agente Cooper stesso. Esattamente come accade nei sogni, nella Loggia Nera chi parla lo fa in maniera incomprensibile per chi l'ascolta e aprire una porta vuol dire rientrare nella stanza precedente invece che nella successiva.
Twin Peaks partì davvero col botto negli USA facendo ascolti altissimi. Con il passare del tempo però scesero pesantemente quando da un prodotto basato sull'investigazione si è trasformato in qualcosa che andava oltre, verso il paranormale, tanto che ad un certo punto fu interrotta e le nuove puntate furono mandate in onda solo per le pressioni dei fans a tarda notte. Ben presto arrivò anche in Italia con il doppio episodio pilota adattato per essere un singolo film da un'ora e mezza chiamato "I Segreti Di Twin Peaks". Poi arrivò il definitivo successo e dopo la fine della seconda serie Lynch e Frost erano pronti con nuove idee per una terza serie. Come successo alla fine della sesta serie di X-Files con David Duchonvy, il protagonista, in questo caso Kyle MacLachlan, non era dello stesso avviso e per evitare di essere identificato solamente con un personaggio si slegò dal progetto facendo anche ridisegnare la trama di Fire Walk With Me riducendone al minimo le apparizioni.
Dal 1991 di tempo ne è passato e Twin Peaks ha segnato una pietra miliare nelle serie televisive. Da questa mitica serie infatti ne hanno attinto a piene mani un po' tutti. Non ci sarebbe stato nessun X-Files o nessun Lost senza le investigazioni dell'agente speciale Cooper. Forse anche perché non c'è stata una terza serie, Twin Peaks ha superato le nove serie di X-Files: non ha mai raggiunto la vecchiaia delle idee (ancora 7-8-9 serie di X-Files) ma è stato ucciso nel fiore della sua giovinezza.
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Il mio portatile oramai ha i mesi contati. Il lettore DVD mi ha abbandondato da tempo, poi ci si è messo anche altoparlante di sinistra, aggiungeteci che è pesantuccio da trasportare, non ha scheda di rete, è single core e infine ha una scheda grafica che non farebbe girare nemmeno il solitario di Windos.Oramai è deciso: tra poco va pensionato. Ma cosa prendo dopo? La scelta non è mica facile però parto da un presupposto certo: dopo 12 anni mi sono rotto il cazzo di Windows. Non sono un denigratore di Bill Gates nè uno di quelli che scrive Micro$oft però quando è troppo è troppo. Dire che è un sistema operativo poco performate è un eufemismo e Windows Vista, in uscita a inizio 2007 per il mercato consumer, sembrerebbe essere solo un aggiornamento grafico al tema di XP. E le alternative ci sono.
Innanzitutto un bel MacBook, ci sbavo sopra da quando sono usciti: design e linee da orgasmo e un sistema operativo mai così usabile unito a una discreta portabilità e una potenza davvero ottima grazie all'architettura x86 da poco adottata. Purtroppo però i portatili che arrivano da Cupertino hanno 2 grandi difetti. Il primo è che sono terribilmente costosi: il MacBook base costa 1.100€ all'incirca e per avere il masterizzatore DVD nonchè un'espansione di memoria sia volatile che fissa (di default rispettivamente 512Mb e 40Gb) bisogna sborsare parecchio.
Il kernel Linux e le sue distribuzioni stanno raggiungendo livelli davvero inimmaginabili fino ad alcuni anni fa. Ricordo ancora che qualche anno fa passavo i giorni per cercare di far funzionare quel dannatissimo modem ADSL in comodato dalla Telecom. Ubuntu è una distribuzione che davvero può far concorrenza a un sistema operativo per computer non server. Con un minimo di accortezza nello scegliere le periferiche (purtroppo quasi nessuna ha il supporto ufficiale) si può fare tutto e l'installazione software sta andando nella direzione giusta grazie anche a una community senza paragoni. Metteteci XGL, la migliore interfaccia grafica attualmente sul mercato che fa cose da lasciare senza fiato, e avete un sistema operativo rivoluzionario. Un pro è sicuramente il prezzo visto che c'è una gamma più vasta di possibilità (teoricamente si può installare su qualsiasi portatile), un contro è il costo di ricerca di quello giusto, con tutte le compatibilità apposto.
E' una bella sfida insomma. Il Mac non lo comprerei sicuramente prima di un 6 mesi perché è di prossima uscita Leopard, il nuovo sistema operativo, e sicuramente sarà accompagnato da un aggiornamento della gamma. Un portatile per Ubuntu lo compreri perché è più vicino alle mie esigenze di smanettone, in fondo un Mac è fatto apposta per essere utilizzato anche dagli imbecilli. Vedrò un po' l'evoluzione del mercato...e il mio portafogli...
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24/10/2006 Ma quanto parli; e quanto straparli?
Autore: random
Al pari di un nostrano politico navigato (gli italiani chiedono, gli italiani pensano, gli italiani vogliono, gli italiani…), anche Ratzinger si lancia in audaci considerazioni per chiarire il “sentimento” degli italiani perché – secondo lui - :
“si avverte la gravità del rischio di staccarsi dalle radici cristiane della nostra civiltà. Questa sensazione, che è diffusa nel popolo italiano, viene formulata espressamente e con forza da parte di molti e importanti uomini di cultura, anche tra coloro che non condividono o almeno non praticano la nostra fede.” (ndr: sono i cosiddetti “atei devoti”)
La Chiesa e i cattolici italiani sono dunque chiamati a cogliere questa grande opportunità, e anzitutto ad esserne consapevoli. Il nostro atteggiamento non dovrà mai essere, pertanto, quello di un rinunciatario ripiegamento su noi stessi: occorre invece mantenere vivo e se possibile incrementare il nostro dinamismo, occorre aprirsi con fiducia a nuovi rapporti, non trascurare alcuna delle energie che possono contribuire alla crescita culturale e morale dell’Italia”.
Ma nessuno glielo dice che in Italia:
- risultano battezzati il 97/98%
- si definiscono cattolici l’83%
tra coloro che si definiscono cattolici, va a messa
- ogni domenica il 25% (pari al 20% degli italiani)
- una volta al mese il 17% (pari al 14% degli italiani)
e tra quelli che vanno a messa, il 20% dichiara di non seguirla.
rispetto all’insegnamente della Chiesa, i cattolici dichiarano:
- di seguirli attentamente il 10%
- di seguirli “abbastanza” il 28%
- di seguirli “poco” il 18%
- di non seguirli il 42%
- la possiede il 69% ma:
- la legge ogni giorno il 4%
- la legge solo la domenica il 2%
- la legge solo occasionalmente il 32%
- non la legge mai il 31%
Richiesti di dire chi li ha dettati, l’80% è sicuro di saperlo ma solo il 47% risponde correttamente Dio; il 30% li attribuisce a Mosè mentre un 3% crede che siano farina del sacco di Gesù o di “altri”.
- favorevoli alle coppie di fatto il 67% (58% fra quanti si sono dichiarati cattolici e regolarmente praticanti)
- assolutamente contrari all’eutanasia il 21% (41% tra i praticanti)
- contrari alla fecondazione eterologa il 34%
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Ieri sera, appartamento di Via Brioschi 82. Andrea: "Michele renditi presentabile che tra mezz'ora arriva la mia ex ragazza con un'amica e rimangono a cena da noi". Più che dovermi rendermi presentabile io in mezz'ora la vera sfida era rendere presentabile casa. Le camere erano in uno stato accettabile ma la cucina era qualcosa di mistico, per sgrassare i residui di una settimana di cucina ci voleva il napalm (oppure donna Antonia, la signora delle pulizie che è ora in azione). Per risolvere il problema abbiamo chiuso la porticina della cucina, l'avevo detto che era di importanza strategica. Poi quando uscivo fuori al balcone respiravo aria di casa, aria di Salerno. Cumuli di spazzatura che avrebbero fatto gola a Bassolino e a qualche termovalorizzatore. Risolto, più o meno, il problema immondizia generale arrivano le ragazze, ceniamo, serata tranquilla, fumiamo l'immancabile narghilé (oramai l'attrazione principale di casa mia) e guardiamo un film. L'appartamento spagnolo.La storia è di un ragazzo francese, tale Xavier, studente di economia, che lascia la madre e la ragazza a Parigi per partire in scambio alla volta di Barcellona. Una volta arrivato si trova ovviamente come un pesce fuor d'acqua e il primo problema da risolvere è la ricerca di un appartamento. Dopo aver girato si imbatte in una casa piena di studenti stranieri, un po' come al parlamento di Strasburgo c'è un'inglese, un tedesco, un italiano (che si riconosce appena apre bocca per parlare inglese che è italiano), una belga e una spagnola. Una gabbia di matti insomma.
Piano piano comincia ad ambientarsi e scopre Barcellona per quella che è: una città eccezionale, la migliore in cui andare in Erasmus. Pensando, poco, allo studio e tanto al divertimento trascorre un anno indimenticabile che gli cambierà totalmente la vita. E visto che noi studenti di economia siamo dei fresconi si scopa anche la moglie di un tizio conosciuto in aereoporto.
L'anno scorso la domanda per andare in Erasmus l'ho fatta ma purtroppo non sono riuscito ad entrare in graduatoria, anche se probabilmente con gli esami indietro non sarei potuto partire comunque. E la cosa mi è dispiaciuta un casino perché è un'esperienza che voglio fare fortemente. Ne riparliamo alla specialistica. E' anche vero che in un certo senso anche io sono in scambio, dopotutto gli 800km che ho fatto per andare a studiare a Milano non credo siano molti meno di quelli che separano Barcellona da Parigi, l'unico vantaggio forse è di avere la stessa lingua.
(P.S.: e quì voglio un commento della mia scambista coreana preferita).
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Se c'è una cosa che adoro della piega che sta prendendo la tecnologia è il poter fare tutto quello che si può fare da dovunque grazie ai telefonini e ai portatili con connessione wireless. Per questo appena ho cambiato il telefonino subito mi sono impuntato nel volerne uno con il Symbian, perché è sicuramente la piattaforma con più espandibilità potenziale.Qualche giorno fa incappo in un Fotolog, una specie di blog che però è fatto esclusivamente di foto, o al limite qualche riga di parole. Quello che più mi ha attirato è il fatto che si può postare tramite email direttamente dal telefonino, e così ho fatto come prima cosa ieri. Splinder purtroppo è piuttosto limitato in questo. In primis, che io sappia, non si può postare tramite email ma solo via mms, che costa tanto visto che ho una specie di flat per il GPRS. Anche se si potesse però ci sarebbe il problema di dove vengono uploadate le foto, sicuramente nel mediablog, che ha l'infino e anacronistico limite dei 10mb di storage. Terzo: Splinder, anzi Tipic la sua piattaforma, non ha API compatibili con un cazzo. Cosa sono le API? Mi rompo di spiegarlo e vi rimando alla pagina di wikipedia. Se posso soprassedere al fatto che non posso postare da Flock oppure da Google documents, mi fa piuttosto incazzare l'incompatibilità con Flickr. Infatti potrei postare le immagini su quest'ultimo dal telefonino tramite email il quale le reindirizzerebbe direttamente sul blog. Però non posso e la cosa fa girare le palle al mio Io Tecnologico. Sto quindi pensando di crearmi un blog parallelo su Blogger che è compatibile universalmente così da poter postare dal telefonino senza problemi di spazio per le foto, su Flick ho anche l'account PRO.
Ok. era solo un delirio di un drogato di tecnologia.
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Ci sono dei momenti nella vita di un uomo in cui senti il bisogno di qualcosa che non hai, un bisogno impellente. Soprattutto quando sei giovane poi diventa piuttosto imbarazzante comprare le tutine da lavoro. Finalmente hai una ragazza, la prima che dopo avertela fatta annusare hai la strana sensazione che te la stia per dare. Esci euforico di casa e ti dirigi verso la la farmacia più lontana da casa tua. "Qualcuno potrebbe vedermi oppure il farmacista riconoscermi" pensi. Dopo chilometri di camminata arrivi finalmente alla farmacia. Sbirci dalla vetrina e vedi che c'è una commessa donna e uno uomo. Aspetti e fai l'entrata strategica per capitare con l'uomo buttando all'aria una vecchietta che stava per entrare, troppa vergogna chiedere dei preservativi a una donna. Arrivi al bancone, senza guardare il farmacista negli occhi guardi in alto, vedi le scatole di palloncini e allungando il braccio prendi la prima che ti capita, paghi e affossi la scatola nella bustina. Cala la notte. La scatola che nel frattempo era stata furbescamente posta nel fondo di un armadio viene presa e nella solitudine più completa aperta per leggere le mitiche informazioni dei preservativi, con tanto di illustrazioni. Mentre però ti rigiri la scatola tra le mani ti accorgi che c'è scritto amore lungo che non vuol dire che hai preso quelli XXL bensì quelli ritardanti. "D'oh" è tutto quello che riesci a dire quando ricordi il ghigno del farmacista capendone il senso (fine del racconto ispirato da fatti veramente accaduti, i preservativi del sottoscritto sono andati dopo mesi di giacenza nel cassetto, prontamenti sostituiti, a finire a un simpatico omino che per la privacy chiameremo Davide A. F. che ha fatto una magra figura (l'unica cosa di magro che può fare) a causa del siero ritardante di cui sono cosparsi. Così si impara a rubare i preservativi dai cassetti degli altri).
Ciancio alle bande, quello di cui volevo parlare dopo questa lunga introduzione è di un servizi da poco lanciato in UK dedicato a chi non ha mai avuto il coraggio di fare l'ultimo passo e di buttare all'aria la vecchietta. Mandando un sms con su scritto CONDOM al costi di 1£ riceverete a casa in un'anonima busta i tanto agognati palloncini divertenti. Il servizio è ancora in fase di test e presto potrebbe essere allargato ad altre nazioni. Pretty smart (minchia 1700 righe di introduzione per dire 4 righe di cagate?).
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Sotto molto aspetti la nuova creatura di Woody Allen è molto simile a Match Point, il film della scorsa stagione che gli è valso una nomination agli Oscar. Innanzitutto entrambi si svolgono a Londra. Il regista di New York per antonomasia sembrerebbe aver abbandonato lo skyline della grande mela per le case in stile vittoriano dei quartieri ricchi della capitale inglese. Altro elemento in comune con Match Point è proprio il contesto della classe ricca inglese. Terzo punto infine è l'omicidio, anzi, la ricerca dell'omicidio perfetto. Ma Scoop non è un clone di Match Point. Quello che lo differenzia è un certo clima a volte surreale creato dalle apparizioni del fantasma di Joe Strombel e dallo stesso regista che non se ne sta seduto sulla sedia con su scritto Director ma prende parte al film con il personaggio di Sid, mago a volte ingenuo a volte graffiante con le sue battute.Tutto inizia sulla barca che traghetta le anime dei morti da una sponda all'altra del fiume dell'aldilà. A prua capeggia la figura scusa coperta dal mantello e armata di falce della Morte mentre dietro le anime appena giunte. Tra queste quelle di un giornalista particolarmente apprezzato e aggressivo in vita, Joe Strombel, che riesce a fiutare uno scoop parlando con una segretaria che sospetta di essere stata avvelenata dal suo capo perché aveva scoperto qualcosa di troppo. Joe non riesce a resistere alla tentazione di fare il suo ultimo e più grande scoop e si butta dalla barca risalendo il fiume. Nel frattempo Sondra Pranski si trova allo spettacolo del mago Sid Waterman e durante un numero dove la ragazza fa da aiutante le appare Joe che le racconta i dettagli del caso. Sondra non si farà scappare la notizia e cercherà di indagare insieme a Sid sul sospettato, un ricco figlio di Lord, apparentemente l'ultima persona che possa essere un serial killer ("può aver ucciso al massimo 1 o 2 persone" cit.), del quale finirà però per innamorarsi.
Il film scorre molto piacevole, la storia tiene e non è per niente scontata. Ci sa fare anche con i gialli il signor Allen. Memorabili alcune delle sue battute a volte cattive e ciniche come quelle di Grucho Marx da un personaggio che sembra avere più una fanciullesca innocenza alla Charlie Chaplin. Quella che più mi ha fatto rotolare dalle risate però è stata: "Sono nato di fede ebraica, ma dopo mi sono convertito al narcisismo". OK, probabilmente riderò solo io. Buon inizio di settimana a tutti!
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La platea della Scala sembra una succursale del museo egizio di Torino: uno stuolo di mummie. Calano le luci e il regista Peter Mussbach esce ad annunciare che entrambe le attrici che interpretano Donna Anna sono indisposte e che sarà la riserva ad interpretarla, anche se non in perfette condizioni di salute. Il sipario si apre e arriva la prima sorpresa: la scenografia consiste in due giganteschi parallelepipedi neri che si muovono per la scena. A dir poco minimalista. Per carità, spettacolari e usati perfettamente però sono pur sempre due parallelepipedi neri. Don Giovanni entra in scena con un bellissimo pantalone in pelle e un lungo mantello, Leoporello con un gessato nero. E il meglio ancora deve arrivare. Entra in scena Donna Anna a bordo di...una Vespa Piaggio! Piuttosto inusuale per un'opera di Mozart. I costumi sono sempre neutri, Masetto è in un completo alla Tony Manero, Zerlina e i contadini del coro in vestiti bianco perla. Peccato per la scena della discesa agli inferi di Don Giovanni con la statua del Commendatore che secondo me in una rappresentazione più tradizionale deve essere molto spettacolare. Gli attori sono stati davvero eccezionali, tutti. Solo una tale bravura poteva sopperire alla mancanza di una scenografia che inevitabilmente mette al centro proprio la recitazione. Il Don Giovanni devo dire che come opera mi è piaciuto più de Le Nozze di Figaro. Il libertino più famoso della storia è un personaggio fantastico, molto più carismatico di Figaro che è pur sempre un servitore. In comune le due opere però hanno il conflitto tra due mondi, quello della nobiltà e del popolino, cosa che non le fece vedere di buon occhio ai tempi.
In conclusione il pubblico è stato diviso: ovazione generale per gli attori e per il direttore ma al momento dell'uscita del regista ecco che vengono giù dal loggione i "Buuuuu" rivolti a quest'ultimo. Come al solito non posso espirmere giudizi su un'opera perché sono un neofita ma credo che proprio questo mi ha permesso di vedere questo allestimento del Don Giovanni senza fare paragoni con una versione classica. E' bello vedere come il dramma giocoso di Mozart in due atti, slegato dal contesto del tempo e posto in uno più neutro, riveli tutta la sua attualità.
E questo sono io nella sala d'attesa della Scala...
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non avea pianto mai che di sospiri,
che l'aura etterna facevan tremare;
ciò avvenia di duol sanza martìri
ch'avean le turbe, ch'eran molte e grandi,
d'infanti e di femmine e di viri.
Buon inizio di settimana a tutti miei fidati lettori. La notizia più ghiotta di tutte è la riforma della giustizia divina che sta sconquassando le alte sfere dei cherubini: è giusto o no che i bambini non battezzati vadano nel limbo piuttosto che in paradiso? San Pietro continua a fare ostracismo e i flistei all'opposizione hanno detto che se la riforma passerà porteranno trilioni di anime in piazza. Di tutt'altro avviso Rifondazione Giudaica e i Giudaici Italiani che sono a favore della riforma caldeggiata dal Premier, il vecchio barbuto, che siede su quella poltrona dall'inizio dei tempi, un record difficilmente eguagliabile. Beh diciamo che il dibattito sulle sorti dei bambini senza battesimo è un po' più terrestre e meno celestiale. A portare avanti la "riforma" infatti non è il vecchio barbuto bensì la Commissione Teologica Internazionale che dal 2008 ha deciso che il limbo non esiste più. Come fa una commissione di uomini che non hanno contatti con il vecchio barbuto, almeno quando non assume sostanze psicotropiche, a decidere che dopo la morte succede questo o quello? Ecco la motivazione ufficiale: nessuno ci crede più ed è una nozione non essenziale (fonte: ANSA). Quindi nella religione cattolica esiste un organo che può da un momento all'altro cambiare la credenza di milioni di persone. Ah è vero, lo fanno da circa 1600 anni. E' un piacere vedere che nulla è cambiato dal Concilio di Nicea del 325 quando invece si decise che Gesù era morto a Pasqua. E poi non è vero che la Chiesa di Roma è tutta una barzelletta.
Nel 2006 credo sia assolutamente lecito non credere al 90% che propina la chiesa cattolica perché è tremendamente anacronistica, e tra queste cose c'è sicuramente il limbo. Dopotutto quest'ultimo fu creato durante il medioevo durante il quale non dimentichiamo che la gente andava nelle chiese ad adorare reliquie come il prepuzio di Cristo (è vero, ce ne sono almeno un paio)(quindì Gesù era bifallo). Nel 2006 però si può non credervi. E questo non è relativismo, che a quanto dice Papa Benny è il cancro del nuovo millennio, fonte di tutti i mali? Se proprio voleva darsi una ventata di modernità poteva concedere ai propri sudd..ehm fedeli l'uso del preservativo. Va beh che tanto oramai anche i cattolici fanno le peggio cose.
E mi raccomando bambini, non morite prima del battesimo fino al 2008 perché prima di allora il limbo non sarà ufficialmente cancellato
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Ci sono certi accadimenti che, non c'è niente da fare, che lo si voglia o no, sconvolgono la storia. E' successo con la caduta dell'Impero Romano, qualche anno dopo con la scoperta dell'America, la battaglia di Waterloo, la bomba di Hiroshima e poi l'11 settembre. Fatti che rimarranno per sempre nella coscienza del genere umano. E quello che è successo oggi rientra di diritto in questa sequenza: il sottoscritto si è andato a comprare un vestito! E non un vestito nel senso di vestito elegante, questo andrebbe contro ogni umana comprensione, ma una camicia. E con premeditazione! Ovviamente quì verrebbe da replicare: "E dove sta l'importanza del gesto? Sono cose che si fanno tutti i giorni" e invece no, almeno non per me. Quello che sta parlando, anzi scrivendo, non ha mai comprato da solo nemmeno un calzino (un paio sarebbe troppo) non tanto per pigrizia ma fondamentalmente perché non me n'è mai fregata una ceppa dei vestiti. Non che la cosa sia cambiata, s'intende. Tiro avanti con la roba che mi compra mia madre da 21 anni e se non lo facesse non mi cambierebbe molto la vita, spero di aver smesso di crescere quindi ho un armadio di roba da continuare a mettere.
Poi qualche giorno fa è scoccata la scintilla: mi devo comprare qualcosa che sia una via di mezzo tra una camicia, un giubbino e una felpa (insomma tutto e niente), verde o marrone, da mettere sopra la maglietta dei Velvet Underground. Oggi pomeriggio ho sfruttato lo sciopero dei mezzi per andarmi a fare un giro in centro sperando che la cosa avrebbe ridotto la mole di gente. Peccato però che sono andato durante la fascia protetta quando tutti i mezzi circolavano tranquillamente.
Se c'è una cosa che impari alla Bocconi è come funzionano le catene di pronto moda. Da Zara c'è un'immensa quantità di vestiti copiati dalle grandi firme a prezzi infimi, tutti concentrati in un grande negozio in centro. Vado quindi da Zara in Corso Vittorio Emanuele, peccato che siano 2 piani di roba per donne e l'ultimo FTR, TRF, TFR, che minchia ne so, che è un misto e non c'era niente che faceva per me. Se c'è un'altra cosa che impari alla Bocconi è che il concorrente di Zara è H&M. E andiamo da H&M, peccato che anche quì sia tutto per donna. Preso dalla disperazione e spaesato come un pinguino a Cuba mi dirigo verso la Rinascente, peccato che però la cosa che più si avvicinava a quello che volevo costava 90€. Col cazzo.
Andando verso Corso Buenos Aires però mi imbatto nell'H&M di Piazza San Babila. Massì entriamo anche quì. E cosa incredibile trovo quello che cerco, addirittura c'erano 3 o 4 modelli che si avvicinavano a quello che cercavo! E quì si pone il problema, la taglia. Io che minchia ne so, "Sono alto quindi una L sembra dovrebbe fare al caso mio però sono anche magro, forse una M è meglio". Con circospezione, nemmeno stessi rubando la camicia, mi sfilo la felpa e mi provo la camicia. Ora che ci penso però forse era meglio se la camicia me la provavo abbottonata. Mo mi vengono i dubbi. Va beh al limite la cambio. Alla fine ho preso la M e buonanotte. E non contento di fianco c'era il reparto intimo e ho arraffato un bellissimo boxer molto psichedelico con i Muppet's e le chitarre. Perché non sono tipico.
Tutto questo, per la gioia del mio portafogli, una spesa di 19.90€ per la camicia e 5.90€ per i boxer. E alla faccia di D&G, Gucci, Armani e di tutto il Made In Italy che ci sta portando sulla strada del fallimento.
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Senza i miei episodi quotidiani di Twin Peaks, che ho interrotto tristemente con l'agente Cooper scagionato e i quesiti aperti sulla Loggia Bianca e sulla Loggia Nera, devo affidarmi la sera a quello che propone la TV italiana.
Come dicono tutti i manuali di guerra e di economia (non che ci sia molta differenza di strategia tre le 2) "conosci il tuo nemico per sconfiggerlo". E io così ho fatto, ho visto il mio nemico infiltrarsi nella mia tv, l'ho osservato in ogni sua mossa, ho cercato di capire le sue strategie di plagio delle menti e sono arrivato a una, inesorabile, fantozziana conclusione: "Tre metri sopra il cielo è una cagata pazzesca".
Prendi una ragazza piuttosto cretina, fighetta, che se la tira e mettila nel contesto del ceto facoltoso romano. Fatto? Bene, ora prendi un perfetto idiota, motociclista, teppista, che si crea conflitti familiari quando viene da una famiglia che povera non è. Il perfetto stereotipo creato da James Dean 50 anni fa ma con il carisma di una formica depressa. Fatto? Bene, ora mischia acqua e colla vinilica in parti uguali. Festa a casa di lei senza i genitori. Arriva il gruppo di teppisti che sfascia tutto, rovina tutto e lui prende lei con strani intenti e le fa una doccia vestita. Evidentemente puzzava. Ovviamente, come succederebbe ad ogni persona sana di mente, lei si innamora di lui. Eh? Quì qualcosa non torna. Arriva uno, ti sfonda la casa picchia il tuo ex-ragazzo, cerca di violentarti e tu te ne innamori? Certo lei è fondamentalmente una ragazzina repressa e vogliosa di essere pisellata per uscire dalla sua condizione di tristezza però cazzo, a tutto c'è un limite. Corse di moto clandestine, discoteche tamarre e ovviamente il loro amore giunge a compimento. Poi una serie di cliché come l'ex ragazza di lui gelosa che cerca di rovinare la storia con una sciarpa, la professoressa stronza che la minaccia di bocciatura e un paio di scopate versione "'o famo strano e pericoloso". Finale a sorpresa (hahaha) con la morte del migliore amico di lui (si capisce dopo 10 minuti circa di film che lui muore) e fuga di lui da tutto e da tutti. Perché lui è uno tosto, oh yeah.
Quello che mi ha colpito subito sono stati gli attori. Lei soprattutto ha l'espressività pari a quella di un culo di pessima fattura, certi culi ti trasmettono più sentimenti. Tra l'altro mi è anche giunta notizia che è una mia collega bocconiana quindi in questo momento potrebbe starmi osservando. Paura. Lui è un pelino meglio ma davvero perché peggio di lei non si può recitare. La storia è piatta e scontata, terribilmente scontata. Dopo che i due si mettono insieme c'è semplicemente la narrazione di 2 o 3 episodi del loro "grande e epico amore", come se fosse una mini soap-opera insomma. Il grande e epico amore, che ispira legioni di ragazzine, finisce tutto d'un tratto lasciandomi all'incirca così :-| . Cazzo, il tempo delle mele era meglio! Menomale che dopo mi sono rotolato dalle risate sul divano con i Griffin e Mai Dire Reality. No sul serio, non buttate un'ora e mezzo della vostra vita. Non guardate quel film.
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Il nuovo orario delle lezioni è fatto abbastanza bene e ho libero anche il venerdì, libero per modo di dire. Il problema è il mercoledì che fino alle 19.30 sono costretto in una classe causa spagnolo, con presenza necessaria per avere un punto in più all'esame. Se poi l'equilibrio viene rotto (come oggi) con una lezione di e-business da recuperare sono cazzi amari. Il mio orario di oggi: 10.30/13.00 Industrial Dynamics - 13.30/16.00 Spagnolo - 16.15/17.45 E-business e gestione dell'innovazione. Distruttivo, a dir poco massacrante contando anche mezz'ora per il pranzo.
Piacevole notizia che ho appena trovato: sono stato preso alle stelle 3! Insomma una bell'esperienza che spero non partirà prima dell'attivazione di internet. Questa la descrizione che mi hanno fatto:
Miky ha 21 anni, è originario di Salerno e vive a Milano in quel dei Navigli. Si dice idiota di professione e studente per hobby. Miky si descrive così: “Provengo da un piccolo pianeta nelle vicinanze di Betelgeuse e sono uno dei redattori de La Guida Galattica per Autostoppisti e attualmente sto scrivendo alcune voci per questo piccolo pianeta blu e verde. In particolare mi sono specializzato in musica, fondamentalmente rock, libri, computer, liquidi ingeribili ad alto tasso di etanolo, cibi, rapporti interpersonali con l’altro sesso e ozio in generale”. Le stelle della sua vita: Jim Morrison, Douglas Adams e Totò. Il suo promo: “Lasciate che i miei 2 neuroni si riposino, domani mi aspettano 7 ore di treno. “
E con questo è tutto, sono troppo stanco per produrre un post più impegnato come due parole su The Queen, l'ultimo film che ho visto. Ci si ribecca, spero presto.
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Venerdì 22 sono finalmente andato a vedere i Baustelle live dopo il breve set acustico a cui avevo assistito alla FNAC, esibizione che non mi avevano convinto fino in fondo. Ma partiamo dall'inizio. Sul sito del Transilvania l'orario previsto era alle 20 ma arrivati lì puntuali abbiamo aspettato l'apertura delle porte per oltre un'ora. Perlomeno il prezzo era contenuto, 10€. Prima dei Baustelle ci sono stati altri 2 gruppi: gli Psyco Drama e gli Yuppie Flu. Il primo è un gruppo giovanissimo formato da un cantate/chitarrista, bassista, batterista e violino elettrico. Nonostante una presenza scenica discreta non mi sono piaciuti molto, soprattutto il cantante, uno pseudo Brian Molko sia vocalmente che esticamente. Il violinista era relegato a comprimario e solo quando ci hanno dato dentro nei frangenti strumentali il gruppo diventava più godibile. Gli Yuppie Flu invece mi sono piaciuti, e non poco. Molto vintage e molto rock'n'roll alla fine del concerto, sull'ultimo assolo, quando hanno cominciato a distruggere tutto: lo sgabellino del tastierista è finito dentro la batteria, il bassista (un grande, con la maglietta di Lou Reed e una barba trasandata alla Morrison) ha cominciato a far volteggiare il basso facendolo incagliare con il microfono e il chitarrista che sbatteva la chitarra nell'ampli. E poi sono arrivati i Baustelle con una scaletta piuttosto lunga. I primi sono stati i pezzi della Malavita iniziando con I Provinciali, come alla FNAC, poi in ordine sparso Sergio, Revolver, A Vita Bassa, La Guerra è Finita e ovviamente Un Romantico a Milano, poi una serie di vecchi pezzi. Da La Moda del Lento hanno suonato la title track e Cin Cin (sicuramente ne dimentico qualcuna) mentre invece da Sussidiario Illustrato della Giovinezza: Le Vacanze dell'Ottantatre, Martina, La Canzone del Parco e La Canzone del Riformatorio. Stavolta mi sono piaciuti molto di più, si meritano un bel 7 e mezzo. La scaletta è stata molto più lunga con tanti bei pezzi dei precedenti album. Io stavo giusto di fronte a Rachele, in terza o quarta fila. Anche Francesco era molto più in forma, anche se come al solito non sprizza proprio allegria, però quando si tratta di cantare la voce la caccia. Spero proprio di rivederli ancora e credo che ce ne sarà occasione visto che sul Rolling Stones ho letto che sono in tuor da quasi un anno e con un centinaio di date sulle spalle.
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Fino a lunedì potrei essere non regolare a postare oppure potrei non postare affatto perchè il tecnico di Fastweb è atteso per la settimana entrante...abbiate pazienza. Fino ad allora buon weekend e se mi volete domani sera dovrei essere al Transilvania a vedere i Baustelle!
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So già che questo post sarà uno dei più insultati nei commenti. Ma non fa niente. Io non smetterò mai di ringraziare il mio codice genetico, cromosoma per cromosoma, per il rapporto che mi concede di avere con il cibo. Insomma, non è mica normale per quello che mangio e per quanto mangi che dall'alto del mio metro e 92 pesi sulla Terra un numero casuale tra 71 e 75 chili, numero che varia senza apparente correlazione con le quantità da me ingerite.Per farla breve, oggi avevo programmato un pranzo leggero. Visto che domani devo finire il trasloco non ho molto cibo a casa, sono andato al supermercato per comprare qualcosa. Mia mamma mi ha anche lasciato una quantità spropositata di pomodori e aggiungendoci che tra poco devo andare a lezione per finanza, gestione e spagnolo, ho fatto la bella pensata di farmi un'insalatona di quelle leggere leggere e tanto sane.
Taglio i pomodori, taglio le cipolle rosse, taglio quel po' di mozzarella affumicata che è rimasta ed esco.
"Per prima cosa prendo un po' di rucola, mi sta più simpatica della lattuga e da un sapore un po' più amarognolo". "Eh ma non posso mica mangiare senza pane, prendiamo la ciabatta SMA che tanto mi piace, toh è anche appena fatta, è calda e croccante". "Massì, anche un barattolo di mais, il mais è buono e da un tocco di colore al tutto".
E quì il fattaccio. Passo davanti allo scaffale dei cibi sott'olio e sott'aceto per prendere le olive e invece li vedo, brillanti e colorati nel loro intruglio di aceto: i peperoni. Non resisto, li prendo e vado a casa.
Il resto ve lo potete immaginare, infilo tutto in una mega vaschetta (è circa il doppio di quello che è venuto in foto) di plastica insieme a olio, origano e un pizzico di sale, chiudo con il coperchio e agito.
Ora me ne sto con la "panza" in mano pensando che tra un po' devo andare a finanza e rimanere fino alle 19.30 in università.
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Quasi tutti i post che ho scritto la settimana scorsa li avevo già pronti domenica e invece da qualche giorno cerco di barcamenarmi tra un argomento e un altro. Sarà questo trasloco che oramai è quasi finito oppure sarà l'università che è ricominciata a pieno ritmo (e tra mezz'ora ho lezione di spagnolo).
Sono giorni però di record di visite, anche se c'è il trucco. Ieri per la prima volta ho fatto 200 visite in un giorno e anche l'altro ieri andavo attorno alle 150. Oltre la metà di queste visite vengono dal sito OKNOtizie che fa parte del portale di Alice. Si tratta di una copia del ben più famoso www.digg.com ma italianizzato. Il sistema è piuttosto semplice e in pieno stile web2.0 e user generated content. Gli utenti registrati propongono un link a una notizia, un articolo, un video, una recensione ecc e gli altri utenti votano OK se è di loro gradimento oppure NO. La home page è quindi costruita secondo le preferenze degli utenti che fanno salire le notizie più interessanti e facendo invece scivolare nel dimenticatoio quelle più inutili. C'è anche la possibilità di commentare le varie notizie e un sistema di punti chiamato karma è associato anche ad ogni utente e si guadagna postando le notizie più in vista, ovviamente non si vince niente.
E ovviamente il post che ha riscosso più successo tra quelli da me inseriti è il video di Sgarbi che manda tutti a cagare a Pupe e Secchioni, a seguire la storia dei numeri di Lost (tra l'altro è anche iniziata la seconda serie su FOX ieri)
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scorso. Sono molto fiducioso rispetto a questi esami, soprattutto quelli che ho frequentato fin'ora, ossia Gestione dell'Innovazione e E-Business. Di quest'ultimo in particolare sono molto entusiasta e sto cominciando a pensare di fare il lavoro finale su questo argomento in cui mi posso sbizzarrire tra open source, community virtuali, blog ecc.Alle 14.30 torno a lezione dove mi aspetta Mercati Finanziari, che si profila essere la punta di diamante (nel c..o) tra i corsi di questo semestre. Ancora invece non è arrivato il momento del mistico corso in inglese, Innovation and Industrial Dynamics, il corso voluto fortemente dall'amplissimo sua eccellenza il Prof. Malerba, ex direttore del mio corso ed ex professore dello stesso. A questo si aggiunge un esame di spagnolo intermedio e più esami possibile da recuperare. Ma ce la farò, a costo di perdere la salute mentale.
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alla ricerca di un contratto, che tentavano, con molta fatica, di produrre un filone prog-rock in Italia. Sono pochi i nomi che poi sono diventati famosi al grande pubblico, PFM, i New Trolls, il Banco del Mutuo Soccorso e i Cherry Lips.In questo panorama nel 1972 nascevano gli Osage Tribe a Genova, città che ha dato molto alla musica italiana d'avanguardia, almeno per quel tempo. Gli Osage Tribe sono stati una meteora in rapido passaggio incidendo un solo album, Arrow Head, e già alla fine del 1972 erano sciolti. Avevo questo album da un po' però non mi era capitato di ascoltarlo molte volte, anche se merita. Ieri mi è capitato di rimetterlo nel lettore mp3 e ha cominciato a colpirmi come sound. Per scrivere questo post sono andato ad informarmi sulla storia di questo gruppo e nelle poche notizie che ho raccolto è uscita una grandissima sorpresa.
Come abbiamo detto la band è nata nel 1972 a Genova e, signori e signore, la band fu fondata, udite udite, da Franco Battiato! Ci sono rimasto davvero di sasso! L'allora cantante di musica leggera Franco Battiato mise insieme questa band insieme a Marco Zoccheddu, Bob Callero e Nunzio Favia. Franco Battiato procurò il primo contratto e incise Un Falco Nel Cielo, dopodichè si dedicò alla carriera da solista. Gli Osage Tribe ebbero la svolta verso un suono prog che permea tutto il loro unico album. Zoccheddu e Callero abbandonarono il progetto per dedicarsi ai Duello Madre. Il rimanente membro cercò di coinvolgere nel progetto Piero Marchiani e il chitarrista Red Canzian, quest'ultimo abbandonerà per entrare nei Pooh.
Ma veniamo ad Arrow Head. La prima traccia, Hajenhanhowa, è il tipico canto dalle atmosfere degli indiani
d'america, una traccia d'apertura, accompagnato da chitarra elettrica. La seconda traccia è la title track Arrow Head con un'intro e un assolo centrale che non hanno niente da invidiare ai King Crimson. Cerchio di luce è forse la traccia più riuscita di tutto l'album, con rapidi cambi di ritmo, un bel riff di basso accompagnato da chitarra elettrica e a tratti da una tastiera e un testo quasi psichedelico "funghetti rossi nella vecchia mano sta porgendo a me, io mangerò questa dolce offerta, ora è dentro di me, parole dentro ai colori, giochi fatti per me, come un cerchio di luce senza fine sarò". Soffici Veli Bianchi è la traccia più eterogenea di tutto l'album, a tratti prog-rock, a tratti invece quasi blues. Nei primi minuti della canzone c'è l'assolo di chitarra che preferisco di tutto Arrow Head. La quinta traccia è Orizzonti Senza Fine ed è quella che presenta più di tutte alcune sfumature che tendono al jazz. Infine nel cd, come bonus tracks rispetto all'LP, ci sono Un Falco Nel Cielo e la relativa versione Preistorich Sound, le prime tracce incise dalla band e le uniche con un giovane Franco Battiato, irriconoscibile, alla voce. Lo stile è più leggero e su uno stile che ricorda molto i fratelli De Angelis degli Oliver Onions, tant'è che fu usata come sigla di apertura di un programma alla TV.
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Nome: Michele
location: tra Salerno e Milano
occupazione: studente di economia
nato il 25/05/85
MSN/gTalk/email: michele.dimaio°at°gmail°dot°com .:: adoro ::.
la pizza, l'informatica, la musica, gli amici, le donne, mangiare, l'arte, il cielo notturno, il cinema, milano, salerno, dormire, l'odore di benzina, il mio lettore mp3
.:: evito ::.
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.:: ascolto ::.
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Sto leggendo:
Così Parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno
Un antico profeta persiano torna in un mondo moralmente lacerato per porre riparo al suo fatale errore. Zarathustra diventa così profeta della saggezza dionisiaca,che è gioiosa accettazione della vita in ogni suo aspetto,e affronta una difficile esperienza tra gli uomini,deciso a redimerli e soprattutto a liberarli dalla morale cristiana.
Ho letto di recente:
Aldous Huxley - Le Porte Della Percezione


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